Le vigne
Non abbiamo vigne sparse per la Langa: sono tutte qui, sulla collina dove viviamo, dentro due delle undici menzioni geografiche del comune di Monforte d’Alba — il comune del Barolo con la maggiore variabilità di orografia, altitudini ed esposizioni.
In breve
Ventiquattro appezzamenti in tre giaciture, disegnati sulle posizioni reali e tutti alla stessa scala. Le curve di livello dicono il resto: la cascina sta appoggiata sui quattrocento metri, Tantesi sta a cavallo del crinale e Corsini scende sul fianco opposto. È la stessa cosa che raccontiamo a parole — due versanti, due vini diversi — ma qui si vede.


È il nostro cru, e la cascina ci sta dentro. Il Bricco San Pietro è la menzione geografica più estesa di tutto il Barolo, e nell’ultimo decennio è anche quella di Monforte cresciuta di più: per numero di vini prodotti, per aziende coinvolte e in buona misura per qualità.
I dati qui sopra riguardano l’intera menzione, non solo le nostre vigne: servono a inquadrare il posto in cui lavoriamo.
Il suolo sono le Marne di Sant’Agata Fossili di tipo sabbioso, tortoniane, circa dieci milioni di anni: quel grigio chiaro che si riconosce camminandoci sopra. È la componente sabbiosa a farsi sentire nel bicchiere: drena bene, spinge la radice in profondità e dà un tannino di grana fine.
Ma una menzione grande così non è una cosa sola. Dentro ci sono zone molto diverse per tradizione, geologia ed esposizione, con i loro nomi antichi: Bettola, Corsini, Cucchi, Goretta, Manzoni, Settevie, Tantesi, Viglioni.
Le nostre vigne stanno in due giaciture diverse della menzione, e non è un dettaglio: cambiano i vini che ne escono.
Il versante occidentale, quello che guarda verso Novello: è l’altra faccia della collina rispetto a Corsini. Qui l’acqua non manca mai e i suoli cambiano di continuo — da giovani a evoluti nello spazio di pochi metri, con gli strati marnosi che a volte affiorano e a volte stanno molto più sotto. Da questo versante vengono i nostri tre Barolo — Barolo del Comune di Monforte, Barolo Bricco San Pietro e la Riserva — insieme alla Barbera d’Alba Superiore e a una parte del Langhe Nebbiolo.
Guarda a est, ed è la zona più uniforme e più fresca di tutta la menzione. I suoli sono meno profondi che sull’altro versante e trattengono meno acqua: due condizioni che danno vini con più struttura e meno frutto di quanto ci si aspetterebbe. Qui l’esposizione tiene l’acidità, ed è il motivo per cui su questo fianco teniamo le uve che di freschezza ne chiedono di più: da qui arrivano il Dolcetto d’Alba e la Barbera d’Alba.

La seconda menzione in cui abbiamo vigna: sessantotto ettari appena, contro i trecentottanta del Bricco San Pietro. Sta nella valle del rio Bussia, sul versante che guarda a ovest. Qui non facciamo Barolo: da San Giovanni arrivano la Langhe Nascetta, una parte della Barbera d’Alba e del Langhe Nebbiolo e le uve del Metodo Classico.
Sono anche le vigne più giovani dell’azienda. Si sente nel bicchiere: vini più diretti, di frutto, che si aprono prima e non chiedono di aspettare.
I dati qui sopra riguardano l’intera menzione, non solo le nostre vigne: servono a inquadrare il posto in cui lavoriamo.

Il Nebbiolo è l’ottanta per cento. Il resto della collina è Barbera, Dolcetto, Chardonnay e Nascetta: non riempitivi, ma i vini che in Langa si bevono davvero a tavola tutti i giorni, e che raccontano la stessa terra in un’altra chiave.
Tutte le vigne sono lavorate allo stesso modo, senza distinzione tra il Barolo e il resto: inerbimento tra i filari, niente diserbanti, difesa principalmente a base di rame e zolfo. L’azienda è interamente certificata a produzione integrata, con verifica annuale di un ente terzo.
La collina in sezione
Il Bricco San Pietro tocca i 535 metri ed è il terzo rilievo più alto della zona del Barolo. Le nostre vigne stanno sui due fianchi opposti: da un lato il sole del pomeriggio, dall’altro quello del mattino. Basta questo per cambiare il vino.
Schema nostro, non in scala: serve a far capire come sono disposte le vigne sui due fianchi della collina.
Le due menzioni in cui abbiamo vigna, Bricco San Pietro e San Giovanni, e quelle che le circondano. Trecentottanta ettari la prima, sessantotto la seconda: la metà del nostro cru sta sotto il nome più esteso del Barolo.
Confini ridisegnati da noi sulla mappa ufficiale del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Vieni a vederle
La visita comincia tra i filari: esposizioni, terreni, e perché da questa collina esce un Barolo e non un altro.
Sei un importatore, un distributore o un’enoteca? Scrivici dall’area trade & export.
Una domanda sola, poi non ti disturbiamo più: possiamo contare le visite con Google Analytics e sapere se le nostre campagne servono a qualcosa? Se dici di no, il sito funziona uguale. Come funziona