Guida di chi ci vive
Dove mandiamo davvero i nostri ospiti quando ce lo chiedono: i posti dove mangiamo noi, dove dormono i nostri clienti, e le due o tre cose che qui valgono la fermata. Niente elenchi copiati: solo quello che consigliamo di persona.
Monforte ha più buoni ristoranti di quanti un paese di duemila abitanti dovrebbe averne. Questi sono quelli dove andiamo noi, divisi per occasione.
Ricavato dentro le case di pietra del borgo vecchio, su più livelli collegati da passerelle e scale: architettonicamente è la cosa più sorprendente del paese. Carta dei vini molto ampia. È anche il posto giusto per un aperitivo prima di cena.
Solo la sera · via Cavour 3/5 · conviene prenotareIn una delle vie in salita del centro, a due passi dalla piazza. Cucina di Langa fatta bene, e chi vi accoglie sa consigliare l’abbinamento giusto senza farvi spendere una fortuna.
Chiuso mercoledì e giovedì · via Marconi 8Se cercate un pranzo tranquillo, senza cerimonie, dove trovate le famiglie del posto la domenica: è questo. Cucina piemontese senza rivisitazioni e prezzi onesti.
Chiuso lunedì e domenica sera · località San GiuseppeLa tavola stellata di Monforte, con una vista che da sola vale il viaggio: nelle giornate chiare si vedono le Langhe e le Alpi. Carta dei vini enorme. Da prenotare con largo anticipo.
Chiuso lunedìIl bistrot della stessa famiglia del Borgo Sant’Anna, a pochi passi: stessa cura, spesa molto più contenuta. L’aperitivo al tramonto da qui è una delle cose belle dell’estate.
Chiuso martedìFuori dal paese, cucina più ricercata e porzioni curate. Buono se avete voglia di qualcosa di meno tradizionale.
Chiuso martedì e mercoledìTutti a meno di venti minuti di macchina dalla cantina.
In piazza a Barolo. Cucina di Langa fatta con cura, fascia alta ma non da rovinarsi: uno dei posti con il miglior rapporto tra quello che mangiate e quello che pagate.
Chiuso mercoledì e giovedìSe cercate una cena con vista, questa è la vista. Terrazza sopra i vigneti di Castiglione, carta dei vini molto profonda. Da prenotare settimane prima se volete il tavolo fuori.
Aperto da giovedì a domenicaA Santa Maria di La Morra. Uno di quei posti dove si mangia sempre bene, senza sorprese, e dove la carta dei vini è fatta da chi capisce.
Chiuso mercoledì e giovedìUn altro indirizzo di La Morra che consigliamo volentieri, se volete restare in zona dopo essere passati dal belvedere.
Tre soluzioni diverse, dalla casa in mezzo alle vigne all’albergo di lusso.
Appartamenti nella nostra stessa via, cinquecento metri dalla cantina. È la soluzione che consigliamo più spesso, per un motivo pratico: alla degustazione potete venire a piedi, e tornare senza pensare a chi guida.
A cinque minuti a piedi da noiDimora storica con parco, piscina e una terrazza che guarda tutta la valle. Fascia alta. La colazione e l’aperitivo sulla terrazza sono la parte che ricordano tutti.
Via Bava Beccaris 1Poche camere, gestione famigliare, vista sui vigneti del Barolo. Più intimo di un albergo grande, stessa fascia.
Via Bava Beccaris 3È la cosa che rende Monforte diversa da tutti gli altri paesi del Barolo. In cima al borgo, dove c’era la piazza antica, la pendenza naturale del terreno forma una cavea da ottocento posti: sopra la torre campanaria medievale, di lato l’oratorio di Sant’Agostino, e alle spalle del palco le mura del castello Scarampi.
L’acustica è ottima, e non per caso: porta il nome del pianista Mieczysław Horszowski, che lo inaugurò con un concerto nel 1986. D’estate ospita il Monfortinjazz, che nel 2026 ha compiuto cinquant’anni e che negli anni ha portato qui gente come Paolo Fresu, Stefano Bollani e Suzanne Vega. Se venite tra fine giugno e inizio agosto, controllate il programma prima di scegliere le date.
Anche fuori stagione vale la salita: si arriva a piedi dal centro in cinque minuti, ed è libero.
Monforte si sale a piedi, per vie strette e ripide. Non è grande e non ci vuole molto: mezz’ora dalla piazza alla cima, con le case di pietra, gli oratori e la vista che si apre a ogni curva. La parte alta è quella che sorprende chi si aspettava solo cantine.
A un quarto d’ora da qui, ed è il punto da cui si capisce il Barolo meglio che da qualsiasi mappa: da là sopra si vedono i comuni della denominazione uno dopo l’altro. È stato risistemato di recente. Ci si parcheggia sotto e si fanno gli ultimi trecento metri a piedi.
Andateci verso il tramonto, e non a mezzogiorno: la luce bassa fa vedere i rilievi delle colline che a mezzogiorno spariscono.
Questa è la parte che consigliamo di più e che quasi nessuno sa: attorno a Monforte c’è una rete di sentieri segnalati, ad anello, e due passano da noi.
I percorsi del comune sono siglati con la S — S1, S2, S3 e via così — e girano attorno al borgo formando degli anelli. Sono segnalati con frecce che riportano il numero e con i bollini bianco-gialli e bianco-rossi sugli alberi e sui pali. Non serve attrezzatura: sono strade poderali, tratti di bosco e capezzagne tra i filari.
C’è poi il sentiero 301, da Monforte a Barolo, che per un tratto corre insieme all’S1 e passa nei pressi di Cascina Bettola e Cascina San Giovanni: due nomi che sui nostri vini ritornano, perché sono i luoghi delle nostre vigne. Camminare quel pezzo e poi assaggiare il vino che nasce lì è il modo migliore di capire il Barolo.
Chi ha più tempo può puntare al 303, che da Monforte passa per la frazione Perno e arriva a Castiglione Falletto tra panchine giganti, cappelle e fontane, o al 304 verso Serralunga d’Alba. E per i camminatori seri c’è il Bar to Bar, da Barbaresco a Barolo in sette tappe, che attraversa buona parte delle Langhe.
In bicicletta si fa tutto, ma sappiate che qui non esiste il piano: le salite sono corte e ripide, e una bici con le marce giuste cambia la giornata.
E quando siete qui
Siamo in Località Bussia San Pietro, dentro il cru Bricco San Pietro: venti minuti da Alba, sei da Barolo, quattro dal centro di Monforte.
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